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Huawei presenta Mate X, lo smartphone che si piega

L’azienda cinese lancia la sfida a Samsung e svela l’atteso dispositivo ibrido con schermo flessibile e connettività di prossima generazione. Arrivano anche i nuovi laptop MateBook ad alte prestazioni con schermi a risoluzione 2K e Huawei Share 3.0
 
 
 
 
 
Con un giorno di anticipo sull’apertura del Mobile World Congress di Barcellona, la più importante fiera al mondo per le telecomunicazioni e i dispositivi mobili, Huawei ha presentato il suo primo dispositivo flessibile. Si chiama Mate X e, come nel caso del foldable presentato da Samsung la scorsa settimana, è un po’ smartphone, un po’ tablet, e in fondo nessuna delle due cose (uno smartfold, un piegafonino?). Rispetto all’ibrido pieghevole del concorrente coreano, aggiunge la connessione 5G, si piega in maniera differente e non include un notch. Anche in questo caso c’è molto da vedere, ma poco da toccare: il Mate X è poco più di un prototipo avanzato che può essere maneggiato solo dagli addetti di Huawei. «Huawei sta seguendo un percorso di evoluzione del proprio brand», spiega Richard Yu, CEO del Consumer Business Group di Huawei. “Con le novità che presentiamo oggi qui a Barcellona, vogliamo affermarci ancora di più come marchio di alto livello che produce prodotti di alta qualità, senza compromessi”.
 
Mate X
Con il nuovo Mate X Huawei riassume la sua idea di futuro. Il dispositivo unisce i due trend principali che detteranno il passo del mercato smartphone nel corso dei prossimi due anni: gli schermi flessibili e il 5G. La connettività di nuova generazione è garantita dal chip modem Balong 5000, che l’azienda aveva già presentato qualche settimana fa a Pechino.  

Supportato dal chipset Kirin 980, lo stesso degli attuali smartphone di punta dell’azienda, il chip modem riesce a raggiungere velocità di dieci volte superiori a quelle del 4G, con velocità fino a 4,6Gbps in download e 2,5Gbps in download. Il Balong 5000 è anche il primo chip che riesce a raggiungere punte di velocità di 6,5Gbps grazie al supporto alla banda mmWave da 800Mhz.
«Il nostro chip modem è il più potente sul mercato» spiega Yu, con una frecciata neanche troppo implicita ai concorrenti di Qualcomm. «È il primo modem mutlimode che supporta tutte le connessioni, dal 2G al 5G. Non solo: a differenza di quelli della concorrenza è già disponibile sul mercato già da subito».

Schermo flessibile
Sul Mate X di Huawei lo schermo si piega in maniera diversa rispetto al Galaxy Fold. Intanto il display non si flette esattamente nel mezzo: la cerniera (un meccanismo proprietario brevettato da Huawei con più di 100 componenti meccanici) è leggermente decentrata e divide lo schermo in due porzioni di dimensioni differenti. Quando è completamente aperto il Mate X Pro è un tablet dalle proporzioni vagamente quadrate con un ampio schermo misura 8”.
Quando lo si piega in due, invece, lo schermo si sdoppia in due display di dimensioni differenti da 6,6 e 6,38 pollici. Anche in questo caso, c’è una netta differenza con il concetto sviluppato da Samsung. L’azienda coreana ha preferito chiudere lo schermo flessibile all’interno del dispositivo chiuso, mentre nel caso di Huawei i due display rimangono all’esterno.
«Mate X unisce un tablet molto sottile ad uno smartphone con un dispositivo da 6,6” che si può però utilizzare in maniera molto comoda con una mano sola», spiega Yu. «È più grande e offre più spazio rispetto al Galaxy Fold. L’altro aspetto fondamentale è il design ad ali di falco, su cui i nostri ingegneri hanno lavorato per tre anni».

Al posto di un notch sullo schermo del tablet, come quello adottato da Samsung, l’azienda di Shenzhen ha preferito sviluppare la M Bar, cioè l’impugnatura del telefono, dove trovano spazio le fotocamere (sviluppate sempre in collaborazione con Leica). Quando la porzione più piccola dello schermo viene flessa, si va ad affiancare alla M Bar sul lato opposto, che delimita così il display su uno dei lati lunghi. Del reparto fotografico sappiamo ancora molto poco. Lo stesso gruppo di obiettivi e sensori fa da fotocamera posteriore e frontale. Basta poi ruotare lo “smartfold” e il secondo schermo consente di fare selfie. Unica pecca: quando si usa il Mate X in modalità tablet non si ha a disposizione la fotocamera frontale per le videochiamate, che resta nella parte posteriore.
Il prezzo, come nel caso del Galaxy Fold, è altissimo: Mate X arriverà a metà 2019 e costerà 2299€, per il modello con 8GB di RAM e 512GB di RAM. «Siamo consapevoli che il prezzo è altissimo», ha detto Yu, «ma stiamo già lavorando per abbassarlo. È un processo che richiederà tempo. Inizialmente lo forniremo anche agli operatori per il test delle reti 5G».

MateBook X
Per offrire al pubblico qualcosa di tangibile in attesa del nuovo smartphone P30 che arriverà soltanto verso la fine del mese prossimo, al Mobile World Congress Huawei ha presentato anche un aggiornamento della sua linea di PC portatili MateBook. I nuovi modelli di laptop sono tre: MateBook 13, MateBook 14 e MateBook X Pro, il top di gamma.
Il modello che arriverà per primo in Italia è quello con schermo da 13”. Come già sui modelli precedenti, le cornici dello schermo sono ridotte al minimo per un rapporto fra schermo e corpo che arriva all’88%. La RAM di serie è da 8GB, con 256GB (512GB opzionali) di spazio di archiviazione. Ci sono due porte USB-C, altoparlanti dolby atmos e una nuova versione di Huawei Share, la 3.0. È un sistema di condivisione dei file basato su NFC: basta appoggiare uno smartphone Huawei o Honor sul computer per avviare il trasferimento ultraveloce di foto e documenti.
La vera novità, però è il MateBook X Pro, che riduce ulteriormente le cornici dello schermo 3K ad altissima risoluzione per arrivare a un rapporto tra display e corpo del 91%. La presenza di Thunderbolt 3 e di una batteria a lunghissima durata (fino a 14 ore di lavoro), il profilo sottilissimo, il sound system Dolby Atmos e il caricamento super-rapido completano il quadro delle caratteristiche di un dispositivo che unisce in maniera efficace potenza e design compatto.

Un ecosistema per consumatori e aziende
È poco più di un dettaglio, ma che racchiude il senso di questi computer portatili: per Huawei servono per allargare la portata del brand e soprattutto per lavorare sull’ampliamento dell’ecosistema EMUI, un aspetto che può aiutare a consolidare la lealtà del consumatore al brand e proporre un’offerta integrata ai clienti business. Anche se naturalmente il potenziale commerciale dei computer portatili non è lontanamente paragonabile a quello degli smartphone, i laptop offrono comunque un contributo alla crescita del “Consumer Group”, la divisione prodotto di Huawei che nel corso dell’ultimo anno (forte di 206 milioni di smartphone venduti nel mondo e un fatturato di 52 miliardi di dollari) è cresciuta fino ad eguagliare l’altra branca dell’azienda che si occupa della vendita delle strumentazioni e delle infrastruttura di rete, storicamente più ricca e importante.
Il MateBook da 13” è disponibile in due versioni, con processore Intel Core i5 (999€) o i7 (1199€). Arriveranno il prossimo 14 marzo in Italia. Una versione con schermo touch e processore i7 verrà commercializzata più avanti e costerà 1299€. Per MateBook X Pro l’uscita è prevista invece indicativamente per maggio a partire da 1599€, come anche per la versione da 14” del MateBook. 

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