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Euroma2, violato il tempio Applestore banda di ragazzini ruba gli iPhone

Sabato mattina, centro commerciale già affollato, un gruppo di giovanissimi indicati come rom dai commessi e dalla vigilanza irrompe nell'Applestore, stacca almeno sette o otto iPhone6 e fugge in un lampo. "Con la videosorveglianza possiamo provare a identificarli, ma succede di continuo". Nel negozio, il personale appare molto infastidito dalle domande su un furto che, forse, spezza la magia di un mondo a parte















ROMA - E' sabato mattina del 27 dicembre, sono le 10 e al centro commerciale Euroma2, sulla Cristoforo Colombo, i parcheggi sono quasi al completo. E' un'autentica folla quella che si aggira incappottata tra i negozi. Vista da qui, la crisi è un'invenzione. Al primo piano il maggior polo d'attrazione della struttura: l'Applestore. Uno spazio aperto, privo di porte e vetrate, una grande mela bianca, sospesa e luminosa, a indicare che chi la oltrepassa entra nel futuro. Un futuro senza barriere, senza banchi cassa, senza vetrine chiuse a chiave. Che ha il volto di giovani in t-shirt rossa, tutti sorridenti e solo in apparenza "uguali", perché dietro quella maglietta ognuno ha un ruolo ben preciso.

Un mondo così, appunto, aperto, confidenziale e accogliente, deve apparire come il Bengodi agli occhi di chi non arrivi qui con buone intenzioni. E, in questo sabato mattina, il suo passaggio è testimoniato da uno dei grandi tavoloni di legno vivo su cui Apple espone i suoi gioielli. Quello più vicino alla invisibile linea di confine della soglia è vuoto. Restano solo gli alloggiamenti dove fino a qualche minuto prima troneggiavano gli iPhone6, l'ultimo orgoglio della casa di Cupertino. Sono volati via in un lampo almeno sette, otto pezzi, forse di più. Telefoni dal valore commerciale tra gli 800 e i mille euro ognuno. I calcoli del danno sono presto fatti. Al cliente che chiede spiegazioni, una ragazza in t-shirt rossa, addetta alla vendita, spiega: "Non abbiamo fatto in tempo ad alzare la serranda che sono arrivati. Un gruppo di ragazzini rom, hanno staccato tutto e sono fuggiti". 

In un luogo aperto, nella piazza di un mercato, ci si rassegnerebbe a immaginare i ladruncoli in fuga per i vicoli circostanti. Ma qui siamo a EuRoma2, un casermone isolato e collegato a parcheggi coperti, al cui interno ci si muove in ascensore. Una galleria come un'oasi, piena di negozi scintillanti, vigilata da uomini in divisa e dall'occhio elettronico delle telecamere. Si direbbe impossibile sfuggire al loro controllo, invece... Un vigilante rivela l'insospettabile. "Succede di continuo. Hanno la loro tecnica, lavorano in gruppo, almeno in tre. Ragazzini di 13, 14 anni. E sono certamente rom. Aspettano il momento buono, colpiscono in velocità e fuggono".

Ok, così si aggira la vigilanza umana, ma le telecamere? "Noi filmiamo tutto. Quindi cerchiamo di dare un volto, di identificare i malviventi. Un volto di cui ricordarsi nel caso si ripresenti". Il vigilante, poi, suggerisce di "chiedere direttamente all'Applestore, che ha la sua vigilanza" per saperne di più. E qui si scopre come nella policy di Apple e del suo mondo buono vi sia la negazione dell'esistenza del male. O, almeno, ci prova. Cosa farebbe un negoziante appena rapinato di fronte a un giornalista interessato ai dettagli, che chiede se il fenomeno sia ricorrente? Istintivamente, quel negoziante si sfogherebbe, denuncerebbe a gran voce l'accaduto, magari esagerando pure l'emergenza. All'Applestore, invece, parte il contro interrogatorio.

"E tu come lo hai saputo?", chiede di rimando un giovane nell'ormai familiare maglietta rossa, indicato da un collega come il più adatto a parlare con un giornalista, con l'espressione di chi si è visto sfilare sotto il naso un segreto industriale. "Beh, ero presente, volevo comprare un telefono, ho notato il tavolo svuotato e una tua collega me lo ha confermato". Il giovane appare molto più infastidito dal fatto che il furto sia diventato una notizia, piuttosto che dalla razzia subita poco prima. E frappone un decisissimo "no" a qualsiasi domanda ulteriore. "Non rilascio interviste. Non sono addetto ai rapporti con la stampa. E tutto il tempo che dedico a te lo sottraggo a servire i clienti Apple. Per avere le tue risposte devi contattare la persona che si occupa dei rapporti di Apple con i media".

Fatto, siamo in fiduciosa attesa di risposte. Nel mondo buono di Apple la vita riprende il suo corso, persone di ogni età muovono affascinate tra tablet, telefonini e accessori vari. Le nuovissime generazioni, in particolare, colpiscono per come appaiano già pronte per il futuro: bambini, seduti su morbidi puff attorno a un tavolino munito di tablet, che senza degnarsi di uno sguardo muovono le dita sugli schermi, con lentezza ma con la consapevolezza di chi sa bene ciò che vuole e come si fa. Ma la vita scorre fluida e sempre uguale anche oltre la soglia dell'Applestore. Dove una signora affranta si avvicina al punto informativo e chiede: "Scusi, dov'è la sicurezza? Mi hanno appena sfondato il finestrino dell'auto nel parcheggio".


Via repubblica.it

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