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Tecnologia da indossare, la prossima sfida di Apple

Dopo i Google Glass e l’orologio targato Nike, secondo Tim Cook anche il colosso di Cupertino è  pronto a «esplorare quest’area»















“E’ un’area oramai matura per l’esplorazione”. Così Tim Cook, ceo di Apple, definisce la “tecnologia da indossare” intervenendo alla D11 Conference a Rancho Palos Verdes, in California. E’ il botta e risposta con i reporter che lo spinge a commentare la sfida degli occhiali digitali di Google e la risposta è di doppio tenore: da una parte ricorre al sarcasmo perché “gli occhiali sono qualcosa che viene portato solo da chi deve e non sono sicuro che gli altri vogliano farlo” ma dall’altra ammette che Apple sta esplorando con grande interesse la “tecnologia da indossare” concentrandosi sulle “molte domande a cui rispondere”. Come dire: la direzione di marcia potrebbe essere questa ma Google ha puntato sul prodotto sbagliato.

Incalzato dalle domande sull’ipotesi che Apple possa rispondere con un orologio “smart”, Cook ha definito l’abbigliamento del polso “interessante”, sottolineando come l’orologio Nike Fuelband che indossa è “davvero ben fatto”. “La maggioranza dei giovani non porta l’orologio - ha aggiunto - e ogni tipo di prodotto computerizzato dovrebbe riuscire a convincere i giovani ad acquistarlo”.

Di più il successore di Steve Jobs non ha voluto dire - confermando la tradizionale riservatezza su cosa ha in cantiere - sottolineando però che Apple resta “un’azienda che fa prodotti” come dimostrato dalle vendite, arrivate a 85 milioni di iPhone, 42 milioni di iPad e 13 milioni di Apple tv. Metà delle tv sono state vendute solo nell’ultimo anno e sebbene si tratti di un modello che al momento non è molto diverso dalla concorrenza - e si sta affermando soprattutto sui mercati delle economie emergenti - Cook assicura che nel quartier generale di Cupertino c’è una “grande visione” riguardo alla necessità di arrivare a modificare un mezzo di comunicazione considerato oramai superato.

Via lastampa.it


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