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Il Blackberry non inseguirà più Apple e Android

Rim alza bandiera bianca nel dare annuncio dei risultati del quarto trimestre fiscale 2012, ancora una volta di segno negativo. Le mosse del nuovo Ceo Thorsten Heins per uscire dalla crisi


















Dopo un periodo assai travagliato, Rim alza bandiera bianca: non tenterà più competere col suo prodotto di punta, il Blackberry, con gli smartphone dotati di sistema operativo Apple o Android. Perlomeno non sul fronte della capacità di svago e intrattenimento di questi dispositivi, che fa tanto gola al normale utente privato. Meglio tornare alle origini e concentrarsi sulla clientela business, quella che al momento, sembra ancora apprezzare le caratteristiche di sicurezza e praticità d'uso tipiche dei cellulari dell'azienda canadese.

È solo una delle novità annunciate dall'amministratore delegato Thorsten Heins, in carica da fine gennaio per cercare di rimettere in carreggiata la società dopo un periodo non certo felice. Ieri, Heins ha comunicato i risultati del quarto trimestre fiscale 2012, che, per la quinta volta consecutiva non sono positivi per Rim, anche se qualche miglioramento, dall'arrivo del nuovo dirigente, c'è stato.

I profitti sono stati di 4, 2 miliardi di dollari, con un calo del 19 % rispetto al trimestre precedente, e del 25 % rispetto allo stesso periodo fiscale del 2011. In diminuzione anche le spedizoni di cellulari: nel quarto quadrimestre ne sono stati consegnati 11,1 milioni, il 21 % in meno del quadrimestre precedente. Per uscire dagli impicci, la società intende puntare a una forte riorganizzazione interna, sia a livello del management che a livello della produzione e ripone molte speranze nella nuova piattaforma Blackberry 10.

Sul primo fronte, è significativa l'uscita dall'azienda dell'ex co amministratore delegato Jim Balsillie, da più di vent'anni con Rim e uno dei principali artefici delle trasformazione della stessa in una operatore di livello mondiale. Se ne vanno anche due altri pezzi grossi, il responsabile per la tecnologia David Yach e il direttore delle operazione globali Jim Rowan.

Fra le varie opzioni non è esclusa la vendita a un'altra società, anche se – afferma Heins - “non è la principale direzione in cui stiamo lavorando” e le partnership con altre società del settore, sul modello di quanto realizzato da Nokia con Microsoft.

Di certo servirà una cura da elefante per riguadagnare il terreno perduto: per avere un'idea del ritardo accumulato nei confronti dei concorrenti, basti pensare che Apple, negli ultimi tre mesi del 2011 ha venduto qualcosa come 37 milioni di iPhone, più di quanto è riuscita a fare Rim nel corso degli ultimi tre trimestri sommati insieme.

Via lastampa.it

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