tag foto 22/08 A tag foto 22/08 B tag foto 22/08 C tag foto news tag foto tag foto 1 news tag foto 1 tag foto 1C tag foto 1A tag foto 1B tag foto 2 tag foto 3

Asymco, Idc, Nielsen, Strategy Analytics: analisi minima e previsioni per l'autunno mobile











Sono arrivate così, con l’innocente tempestività dei freddi bilanci trimestrali, giusto prima di andare in vacanza. Una raffica di notizie sul mercato degli smartphone confezionate dai vari Idc, Strategy Analytics, Nielsen, Asymco che, osservandole a volo d’uccello, decretano un unico vincitore e un unico sconfitto.

Nokia per la prima volta nella sua storia passa al terzo posto nella classifica delle vendite di smartphone, superata da Apple e da Samsung. Questa è la fredda sentenza dei mesi più turbolenti che abbia mai vissuto il mercato della telefonia.

Una situazione forse mai registrata in un contesto in cui il comparto degli smartphone cresce, per cui non ci sono scuse: si perdono quote perché i terminali non soddisfano i desideri degli utenti.

Idc ha rilasciato il suo mobile phone tracker – relativo alle vendite di tutta la telefonia mobile – in cui sostiene che la crescita è stata del 11,3% anno su anno (quando si prevedeva un 13,3%) a causa delle performance sotto previsione di tutti i mercati emergenti, per un totale venduto di 365,4 milioni di unità nel secondo trimestre del 2011. Nokia rimane in testa a questa classifica, con il 24,2% di mercato ma perde il 20,3% di quota anno su anno, mentre Apple guadagna il 141,8%. Preoccupante anche il calo di Lg, 18,9%, interessante la crescita di Zte del 36%.

Considerando, invece, il settore degli smartphone, i dati di Strategy Analytics sono una fucilata per Nokia, e non solo: Apple guida la classifica mondiale delle vendite con il 18,5% di quota di mercato, seguito da Samsung con il 17,5%, Nokia scende al terzo posto con il 15,2% e poi gli altri. Mentre tutti i vendor, tutti, sono cresciuti in unità vendute (Apple, per esempio, da 8,4 milioni del secondo trimestre del 2010 è passata a 20,3 milioni), Nokia è passata da 23,8 milioni a 16,7 milioni di unità.

I dati di Asycom, poi, sostengono che Apple intasca i due terzi dei profitti disponibili sul mercato degli smartphone, Samsung il 15%, Rim l’11% e Nokia non è neanche presente nella classifica. Si pensi solo che nel 2007, Nokia si portava a casa il 55% della torta. Secondo

Nielsen, infine, sostiene che nel secondo trimestre del 2011, Android la fa da padrona tra i sistemi operativi con il 39% del totale, segue iOS con il 28%, BlackBerry con il 20% e Windows con il 9%.

Dunque, questo è il quadro, è un’estate per molti poco tranquilla, come per esempio per Htc e Sony Ericsson che devono registrare le perdite di Horace Luke, designer padre dell’Htc Desire, il primo a dare fiducia ad Android, e di Rikko Sakaguchi, chief creation officer di Sony Ericsson che abbandona la joint venture e passa ai lidi più sicuri della casa nipponica. E poi cosa succederà? Cosa potrebbe far cambiare lo scenario a partire da settembre? Azzardiamo qualche ipotesi.

1. Nokia ha una sola carta da giocare e si chiama Windows Phone 7. I modelli previsti per la fine dell’anno rappresenteranno l’esame definitivo per stare a galla nel settore degli smartphone mentre il successo delle strategie sui terminali mobili dipenderà dalle partnership con gli operatori locali, ma sarà una pura questione di unità vendute e non di fatturati.

2. Apple non può permettersi di cullarsi sugli allori. La perdita di quote di mercato che Nokia e Rim hanno registrato dopo anni di attivo, per la casa di Cupertino potrebbe essere molto più rapida. Raggiunto il massimo fisiologico non si può più crescere a questo ritmo, soprattutto con un portafoglio così esiguo. Se i vecchi modelli di iPhone fanno cassa e volume, il nuovo iPhone 5 è atteso alla prova delle aziende, e non sarà un giochetto.

3. Android è un’ancora di salvezza per vendor e sviluppatori. Assurto al cielo delle piattaforme ben accette dal mercato si troverà anche lui a disputare la battaglia per il controllo dell’unico terreno di sfida, l’enterprise. In questo però, al contrario di Apple, avrà gli alleati di sempre, vendor e sviluppatori.

4. Microsoft da una parte ha scelto un alleato su tutti, dall’altra non può permettersi di snobbare gli altri facendo figli e figliastri. È attesa alla prova definitiva e, in più, ha sulle spalle la forza e la responsabilità Microsoft, soprattutto in ambito aziendale.

5. Per gli sviluppatori è ora di fare sul serio. Ci sono forti dubbi che il modello dittatoriale di Apple possa reggere, c’è bisogno di fare revenue e di sviluppo professionale. Per questo ci vogliono piattaforme aperte e regole eque. Microsoft, Rim, Nokia e Google sono chiamati a costruire un modello vincente.

Via lastampa.it

Nessun commento

Powered by Blogger.